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I terroristi volevano un mondo migliore
Un paio di anni fa a Berlino è stata presentata un'esposizione fotografica intitolata "Il mito della RAF". Le immagini raffigurano i terroristi nell'intento, come dice il nome dell'esposizione, di mitizzarli. E stiamo parlando di persone che hanno compiuto omicidi fino al 1993... Il loro "nobile" scopo era quello di accendere la scintilla che facesse scoppiare una guerra civile volta ad instaurare una dittatura comunista.
Mentre alcuni di questi terroristi, colpevoli di plurimi omicidi, vengono oggigiorno scarcerati dopo essere stati mantenuti per anni o per decenni a spese del contribuente, da un sondaggio del settimanale Stern risulta che solo per il 51% dei tedeschi i terroristi erano dei brutali criminali.
Da quello stesso sondaggio risulta anche che il 30% dei tedeschi considera i terroristi come persone che volevano migliorare il mondo, ma che sono state male indirizzate. In Italia li chiameremmo "compagni che sbagliano". Il 19% dei tedeschi non risponde. Curioso il risultato tra gli elettori dei Verdi: solo il 34% vede i terroristi come criminali ed addirittura il 41% li considera come dei benefattori che sono stati male indirizzati. E non c'è da meravigliarsi, se si pensa che il loro ex-leader Joschka Fischer ed il loro capogruppo al Parlamento Europeo Cohn-Bendit sono degli ex terroristi!
I tedeschi sono sempre pronti (giustamente) a reagire ad ogni tentativo di alzare la testa da parte dei partiti di estrema destra, anche se questi tutti assieme ottengono a malapena il 2% alle elezioni nazionali. Chiudono gli occhi, invece, di fronte al pericolo sempre incombente del comunismo, rappresentato al Bundestag da partiti di sinistra che raccolgono il 17% dei consensi, dal mondo degli intellettuali che mitizzano la RAF come qualcosa di "sexy e selvaggio", nonchè dalla popolazione che in buona parte considera la lotta per l'instaurazione di una dittatura comunista come un tentativo di migliorare il mondo. La democrazia tedesca sembra essere solida: SPD, CDU e CSU sono sì partiti della spesa pubblica che discutono, ad esempio, di salario minimo imposto per decreto, ma hanno altresì deciso di riunirsi nella Große Kalition pur di lasciar fuori dai giochi la Linke-PDS
La democrazia tedesca sembra essere solida: SPD, CDU e CSU sono partiti della spesa pubblica e discutono ad esempio di salario minimo imposto per decreto, ma hanno deciso di fare la Große Kalition pur di lasciar fuori dai giochi il partito comunista. Dalle scorse elezioni però i partiti dell'estrema sinistra hanno continuato a guadagnare consensi, tanto che gli ultimi sondaggi li vedono oltre il 20%.
http://www.stern.de/politik/deutschland/588166.html?q=RAF
"Dichiaro di rifiutare qualsiasi legge che non rispetti i diritti dell'individuo e la libertà personale".
Per questa dichiarazione, nonché per aver espresso altre opinioni "pericolose" in merito alla tolleranza religiosa e all'uguaglianza tra i sessi, in Egitto, lo studente ventiduenne Abdul Karim Suleiman, ossia Karim Amir, è stato condannato a quattro anni di carcere con l'accusa di avere insultato il presidente egiziano e la religione islamica.
Il ricorso in appello ha confermato la sentenza e l'accusa ha ostacolato il lavoro degli avvocati di Karim, che lo difendono a titolo gratuito.
La sua famiglia lo ha pubblicamente disconosciuto e il padre ha invocato l'applicazione della sharia (legge islamica).
Per aver difeso i principi della libertà di parola, lo Index of Censorship ha insignito Karim del Premio Hugo Young per il Giornalismo per il 2007, mentre il PEN Club britannico lo ha eletto membro onorario dell'organizzazione.
Quasi 6.000 persone hanno sottoscritto petizioni e inviato lettere al governo egiziano e al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti chiedendo il rilascio di Karim. Il caso di Karim, quasi ignorato dai media italiani, è stato invece intensamente seguito da maggiori media del mondo.
Il 27 aprile, a Roma, in piazza Montecitorio, a partire dalle ore 10, un piccolo gruppo di persone che hanno a cuore i diritti degli individui si unirà agli svariati drappelli che, in altre capitali, testimonieranno solidarietà a Karim Amer e chiederanno alle autorità politiche di adoperarsi per la sua liberazione.
Per informazioni, alberto.mingardi@gmail.com o sharonnizza@gmail.com
Informazioni sulla campagna: http://www.freekareem.org/
GERMANIA: IL GOVERNO APPROVA LA PENSIONE A 67 ANNI
Approvato dal Parlamento tedesco un provvedimento che innalza l'età pensionabile a 67 anni. Il provvedimento prevede un innalzamento graduale cha inizia nel 2012 e termina nel 2029, così che saranno i nati nel 1964 i primi a dover lavorare fino a 67 anni. Chi avrà 45 anni di contributi potrà però andare in pensione già a 65 anni.
RIFORMATORI LIBERALI
DIAMO UN'ANIMA LIBERALE AL CENTRODESTRA - CAMPAGNA TESSERAMENTI 2007
Venerdì 24 novembre ore 21,00, presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, in occasione della presentazione al manifesto "Diamo un'anima libertaria al centrodestra" i Riformatori Liberali lanceranno anche la campagna tesseramenti 2007. Sarà possibile iscriversi all'associazione Riformatori Liberali ed anche al Club Riformatori Liberali di Torino. La quota d'iscrizione ordinaria è di 100 €, quella ridotta per i giovani al di sotto dei 25 anni è di 50 €.
Cari Francesi, il vostro Presidente è anche affar nostro!
Vogliamo dire la nostra sulle elezioni francesi e cercare in qualche modo di influire sull'elezione del prossimo Presidente della Repubblica Francese. Probabilmente i francesi ci inviteranno a non immischiarci nelle loro questioni interne, ci diranno infastiditi di lasciarli in pace mentre si eleggono il loro Presidente. Cari francesi, quell'elezione è anche affar nostro, e vi spieghiamo il perché.
Al Presidente della Repubblica Francese spettano importanti competenze in tema di politica estera: è il capo della diplomazia e in quanto tale riceve gli ambasciatori stranieri, negozia e ratifica i trattati internazionali, partecipa ai G8 ed al Consiglio dell'Unione Europea, del quale, tra l'altro, assumerà la presidenza nel 2008.
Si può quindi dire che il presidente francese, come tutti i capi di Stato e di Governo, espletando alcune delle sue funzione governa di fatto su tutti gli europei: ha ad esempio diritto di veto su molte questioni rilevanti all'interno del Consiglio d'Europa, per le quali è ancora richiesto il voto all'unanimità; nelle questioni in cui è richiesta la maggioranza, semplice o qualificata, il Trattato di Nizza gli assegna 29 voti, ossia più di quanti ne hanno Danimarca, Cipro, Lettonia, Estonia, Lussemburgo e Slovenia messi assieme.
Inoltre, storicamente l'asse franco-tedesco è stato il motore (ma allo stesso tempo anche il freno) dell'integrazione europea.
Ovviamente non chiederemo alla Francia nessuna modifica costituzionale per tener conto di un ipotizzabile diritto dei cittadini europei ad eleggere chi ad esempio avrà il diritto di veto sulle direttive che regoleranno le loro vite. Vogliamo però provare ad essere opinion maker, dire la nostra su questioni che riguardano anche noi, contribuire a creare un'opinione pubblica europea. Pensiamo sia la naturale conseguenza del vivere assieme in un'Unione Europea.
Ci si chiederà perché adesso, e perché proprio la Francia? Oltre che per le ragioni descritte sopra inerenti al ruolo del loro Presidente, pesa il No dei francesi alla Costituzione Europea. Tra i vari fattori che hanno portato alla vittoria del no al referendum sul trattato costituzionale, in buona parte frutto della Convenzione presieduta da Valéry Giscard d'Estaing, ci sono state le accuse all'Europa di essere troppo liberista e liberale. Questo è accaduto in un paese che di fatto ha sempre avuto la forza di mettere il veto su ciò che in Europa non gli piaceva, ma che non ha nessun partito liberale di rilievo. Insomma l'Europa non va bene e la colpa è del liberalismo, magari dell'ELDR, il gruppo liberale al Parlamento Europeo, del quale non fa parte nessun partito francese.
Da liberali, la nostra risposta non può essere che questa: l'Europa non è troppo liberale, lo è invece troppo poco. Troppo burocratica, troppo intenta a regolamentare tutto, poco attenta alle libertà dei cittadini, troppo nelle mani dei centri di potere politico e fuori dal controllo dei cittadini. Un mix di autoritarismo conservatore e di statalismo socialista. Di liberalismo e liberismo c'è veramente poco, in questa Europa.
Da liberali, la nostra reazione non può che essere questa: sostenere in Francia un candidato liberale alle elezioni presidenziali, per aiutarlo a dar voce al liberalismo e a rappresentarlo, perché queste elezioni presidenziali diventino un trampolino di lancio che aiutino il liberalismo ad entrare nella politica e nel Parlamento francese.
Il movimento "Alternative Libérale", approdato alle prime pagine dei giornali quando la giovane Sabine Hérold ha portato in piazza 100.000 francesi per protestare contro gli scioperi e per sostenere le riforme, candida oggi il suo leader Edouard Fillias alla presidenza francese. Edouard Fillias, che in certi ambienti italiani non si avrebbe difficoltà a definire "liberale, liberista, libertario", ci tiene a distinguersi dalle visioni dominanti dello Stato e della società: da una parte dal socialismo che mette in primo piano gli interessi collettivi a scapito di quelli individuali, e dall'altra parte dal conservatorismo che vede nello Stato una funzione di guida autorevole e autoritaria. L'alternativa a queste due visioni è offerta appunto dal "candidato della libera scelta", dal binomio "libertà e responsabilità personale".
Europeista e federalista, estraneo ad un antiamericanismo ideologico e a priori, Alternative Libérale ha richiesto l'ammissione all'ELDR.
Noi Riformatori Liberali Europei, in collaborazione con il Club française du LYMEC,
L'EUROPA MODERNA? PUÒ ATTENDERE
Il 12-13 ottobre, anche se nessuno se n’è accorto, si è tenuto a Bucarest il congresso dei liberali europei.
In teoria dovrebbe essere un evento significativo, perché l’ELDR è un’organizzazione che esprime una settantina di parlamentari europei di 19 paesi dell’Unione, che spesso riescono ad essere determinanti nella legiferazione europea. Insomma a Bucarest si è discusso e si è votato sulla posizione che i parlamentari liberali europei dovranno tenere in Parlamento Europeo su tematiche come la sicurezza interna ed esterna, l’energia, lo sviluppo, la difesa, la tratta di esseri umani.
Sono posizioni importanti, che contribuiranno a definire direttive a creare quelle norme europee alle quali poi i nostri governi si dovranno adattare. Si dice che l’Europa decide sempre di più sulle nostre teste, che c’è un vuoto democratico e che c’è un eccessivo distacco tra i cittadini e le burocrazie europee, ma poi questi eventi vengono snobbati dai politici, dai media e di conseguenza dai cittadini.
In tutto erano presenti circa 300 delegati. I gruppi più consistenti sono composti dai liberals inglesi, dai liberali tedeschi, dal PNL rumeno, dal VVD olandese. Per l’Italia avevano diritto a partecipare il Movimento dei Repubblicani Europei della Sbarbati, la Lista Di Pietro, i repubblicani di Nucara e La Malfa ed i Radicali.
Questi due ultimi partiti però non si sono nemmeno presentati. Eppure i radicali, con 14 delegati, sarebbero stati il più importante partito italiano al congresso, hanno due parlamentari europei ed in Italia Emma Bonino è il Ministro per le Politiche Europee!
Possibile che al Ministro per le Politiche Europee non interessi il programma del Gruppo Parlamentare Europeo al quale il suo stesso partito è iscritto? Possibile che i radicali non mandino nessun delegato al congresso di un’associazione transnazionale di cui fanno parte? Ai radicali non importa se il gruppo di cui fa parte sia a favore o contro il nucleare? Se sia a favore o contro la legalizzazione della prostituzione? Se sia a favore o contro l’accesso della Turchia in Europa? Se sia a favore o contro l’abolizione dei visti da e per dei paesi europei come la Bosnia e la Serbia?
Il congresso dell’ELDR era l’occasione per far valere le idee radicali in un contesto europeo, era l’occasione per portare avanti alcune delle tematiche care al Partito Radicale Transnazionale (lotta al terrorismo, traffico di esseri umani, politica estera dell’Unione Europea), era un’occasione per parlare di Organizzazione Mondiale della Democrazia.
In compenso sono stati molto attivi i dipietristi, capeggiati da Massimo Bernacconi, responsabile per l’Estero per il partito dell’Italia dei Valori. Purtroppo però sono andati a cercarsi una sconfitta inutile candidando all’ultimo momento Giuseppe Ossorio alla vicepresidenza dell’ELDR nonostante questi non fosse nemmeno presente a Bucarest (impegnato in Italia in Commissione Finanze alla Camera). Dei quattro candidati per le tre cariche di vicepresidente l’escluso è stato proprio Ossorio, che ha dovuto lasciare spazio a Vesna Pusic’ dei liberaldemocratici croati, a Johannes Lebech dei social liberali danesi e a Sharon Bowles dei liberal inglesi.
Repubblicani, Radicali, Dipietristi… i liberali italiani non hanno quindi avuto voce al congresso dei liberali europei, non fosse per un paio di giovani che hanno partecipato al congresso in quanto rappresentanti del Lymec, l’associazione dei giovani liberali europei.
Per fare la sua parte nel rilanciare il liberalismo in Italia ed in Europa, Pietro Paganini, membro del direttivo del Lymec, propone di puntare sui giovani e su di un’associazione in via di costituzione: Lymec Italia.
Ma torniamo al congresso. La sede di Bucarest non è casuale: mancano infatti solo 2 mesi e mezzo dall’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea. Nella prima serata l’ospite rumeno è riuscito a creare una piacevole atmosfera nell’enorme palazzo del Parlamento che l’ex dittatore Ceausescu ha voluto costruire per impressionare il mondo, ma che non ha mai potuto utilizzare, essendo stato giustiziato prima della conclusione della sua costruzione. A dare il benvenuto ai presenti c’erano tra gli altri la Presidente dell’ELDR Annemie Neyts, il Primo Ministro rumeno Calin Popescu Tariceanu e l’ex Presidente del Parlamento Europeo Pat Cox.
La risoluzione più importante del congresso è stata rinviata per evitare che in sede di discussione si arrivi ai ferri corti: il direttivo dell’ELDR aveva proposto una risoluzione con una visione liberaldemocratica per un’Unione Europea moderna e motivante. La carne al fuoco era troppa (immigrazione, politiche agricole comunitarie, ricerca e sviluppo, fonti energetiche, politica di difesa comune, crescita e occupazione, costituzione, riforme istituzionali, allargamento) per essere discussa in un solo congresso: probabilmente la mozione verrà scomposta e presentata in una serie di mozioni indipendenti nella prossima riunione del Consiglio del partito.
Sono passate delle risoluzioni sui temi della difesa, con cui si invoca una forza di difesa comunitaria complementare e non subordinata alla NATO e l’istituzione di un Ministro per gli Esteri Europeo, mentre in tema di sicurezza da una parte ci si richiama ad una maggiore collaborazione nella lotta repressiva alla droga ma d’altra parte si reclama la libertà per ciascuno Stato dell’Unione di introdurre misure di legalizzazione. In tema di terrorismo si pronunciano delle frasi buoniste improntate all’eliminazione della “crescente ostilità verso l’Islam”, all’ambizione “a contribuire alla pace nel mondo”, alla “cooperazione nel reciproco rispetto”.
In tema di energia si chiede all’Unione Europea di intavolare trattative con la Russia in nome di tutti i paesi europei, di proporre delle politiche energetiche europee, di promuovere la ricerca nell’energia nucleare e nelle fonti energetiche alternative.
Infine, altre tre risoluzioni richiedono l’impegno dell’Unione sui temi ambientali (in particolare sul rispetto del Protocollo di Kyoto e sullo sviluppo sostenibile), nella lotta contro la tratta degli esseri umani e sulla difesa dell’indipendenza del Kosovo, che viene considerato come “parte della Serbia” nella nuova Costituzione in discussione a Belgrado.
Gionata Pacor
Delegato Lymec al Congresso dell’ELDR
I.O. della FdGLI – Lymec Italia
Coordinatore dei Riformatori Liberali Europei
Per maggiori informazioni:
www.eldr.org
www.lymec.org
Vedi anche:
www.european-liberals.eu
Che aspettano gli americani?
I giudici scarcerano i terroristi considerandoli eroi partigiani, sbattono in prigione il nostro stesso antiterrorismo e spiccano mandati di cattura per l'antiterrorismo americano. Le istituzioni si mettono al servizio della propaganda integralista islamica, concedendo loro le aule parlamentari per tenere i loro convegni. I media fanno da megafono all'antiamericanismo ed alle tesi sui complotti imperialisti sionisti e americani. La prima cosa che ha fatto il "nostro" ministro degli esteri è stata presentare le credenziali ad Hezbollah, il "nostro" presidente del consiglio ha assicurato alla Siria che le truppe ONU non pattuglieranno i confini tra Siria e Libano ma che si limiterà ad addestrare i loro soldati, permettendo loro di riarmare Hezbollah e probabilmente insegnandogli a farlo il meglio possibile; il ministro della difesa Parisi ha promesso munizioni, armi, elicotteri e mezzi blindati all'esercito libanese.
Magistratura, media, istituzione e governo stanno dalla parte dei terroristi e contro gli USA. Mi domando che aspettano gli americani ad inserire l'Italia tra i paesi dell'asse del male...
Cristianesimo, Islamismo e Laicità
Ho appena finito di leggere Laici, di Teodori. Se per lui l'invadenza della chiesa cattolica nella politica italiana è così grave, chissà cosa scriverebbe in quanto laico rispetto all'invadenza che ha l'Islam sullo Stati in cui è religione dominante (e sull'invadenza che partedell'Islam vorrebbe avere anche nei paesi occidentali).
Coincidenza, il penultimo libro che ho letto anche è "Io amo l'Italia", di Magdi Allam, e sia lui che Teodori parlano di identità italiana e dell'ex presidente del Senato Pera e delle sue iniziative in difesa dell'occidente.
Curiosamente il laico islamico Allam si allinea a Pera in difesa di un'identità italiana e occidentale, incurante del fatto che l'identità alla quale fa riferimento Pera è quella cristiana e non quella laica.
Se da una parte ci indignamo per il fatto che sia stata redatta una versione islamica dei diritti umani con lo scopo di subordinarli alla legge divina islamica (sharia), d'altra parte troppo spesso dimentichiamo che gli stessi principi ispirano l'interventismo della chiesa cattolica nella politica italiana: scrive Stefano Rodotà (Chi scrive l'agenda politica, La Repubblica, 14 novembre 2005), citato da Teodori (Laici, pag. 103):
"quando Benedetto XVI afferma che i diritti vengono da Dio e precedono qualsiasi legge dello Stato non contrappone l'universalismo religioso al relativismo laico. Nega proprio l'universalismo laico che ha preceduto la Chiesa nell'affermazione del carattere fondamentale dei diritti dell'uomo e del cittadino [...]. Poichè i diritti fondamentali hanno comunque bisogno di essere individuati e specificati, riserva evidentemente questo compito solo a chi può dare la parola a Dio".
Mi sembra che questo discorso valga a maggior ragione per l'Islam, con l'aggravante che questo pretende di limitare in modo più consistente ed esplicito i diritti umani proclamati dall'ONU.
D'altra parte mi verrebbe di dire a Pera (ed in parte anche a Magdi Allam) che non si può contrapporre un'identità religiosa ad un'altra identità religiosa, ma si dovrebbe contrapporre la società laica ad entrambe.