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RIFORMATORI LIBERALI EUROPEI
Toque-Ville - La città dei liberi
Unione Europea
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L’obiettivo di integrare comunità di diverse appartenenze religiose, culturali e politiche è alla base della mia azione come Commissario europeo responsabile delle politiche di integrazione e della difesa dei diritti fondamentali. Si tratta peraltro di un obiettivo ispirato dai principi liberali che alimentano la storia e la vita del nostro continente, dell’Unione Europea e delle sue istituzioni. Capisco quindi il sentimento di offesa, di frustrazione e di dolore che colpisce la comunità musulmana, in questi giorni, per la vicenda delle vignette satiriche comparse su un giornale danese. Tutto questo non aiuta certamente il dialogo interreligioso e interculturale ed il lungo faticoso processo che vede impegnati molti degli Stati membri dell’Unione.
Nello stesso tempo, un altro principio sacrosanto figura fra i fondamenti della nostra Europa: la libertà di espressione e, conseguentemente, il diritto di critica.
Il confronto anche aspro e irriverente tra opinioni diverse spesso alimenta la libera polemica politica. E la satira è parte di questa libertà. Discutiamo del contenuto e della forma della critica e diamo vita a confronti duri e difficili: nelle aule dei Parlamenti, nei giornali, in pubblico. E’ questa la regola, una regola che sostituisce lo scontro delle idee e delle parole a quello delle armi e della violenza.
Alla polemica in corso ritengo di dover partecipare, ricordando per esempio che esistono temi e argomenti sensibili, in particolare nell’ambito della religione e del sacro, e soprattutto nel contesto dei nostri giorni. Per questo considero, personalmente, poco opportuna la pubblicazione di queste vignette, anche se il bersaglio della satira non è una religione bensì un’interpretazione distorta e manipolata di essa, quella che i terroristi usano per fare proselitismo tra i giovani e fanatizzarli, in qualche caso fino all’omicidio-suicidio.
Queste osservazioni dettate dal buon senso non possono e non devono assolutamente giustificare le reazioni cui assistiamo contro la Danimarca, altri paesi o l’Unione Europa. Violenze, ricatti, appelli al boicottaggio dei prodotti danesi o addirittura alla limitazione della libertà di stampa, tutto questo è del tutto inaccettabile e non aiuta certo la comprensione fra le comunità.
Bisogna capire che poiché la privazione della libertà è stata sempre fonte di sofferenze e di lutti, la difesa della libertà è un principio universale da ribadire anche quando significa dare voce a chi non è d’accordo con noi.
Non c’è dialogo con chi minaccia il principio universale della libertà, con chi vuole fare paura. Non c’è dialogo senza libertà.