Provo a dare delle risposte al Master, ma prima faccio una premessa:
Sono d'accordo con quello che ha detto Marco Taradash al convegno, cioè che Tocque-Ville aggrega i blog lib-con, dove con lib si intende liberali, liberisti e libertari e con con si intende i blog conservatori e confessionali. Ritengo che Tocque-Ville sia uno strumento di informazione e non di propaganda di partito: prima di tutto perchè non c'è un partito di riferimento che sia "lib-con" nell'accezione data qui sopra. In secondo luogo perchè in Tocque-Ville è giusto che si leggano posizioni anche tra loro contrastanti in modo che l'utente si faccia una sua opinione.
Ciò premesso, veniamo alle domande del Master:
SIAMO ANCORA UN AGGREGATORE DI BLOG CHE SI RICONOSCONO NEI VALORI DEL CENTRODESTRA?
Non tutti ci riconosciamo negli stessi valori e quei valori non sono di proprietà esclusiva del centrodestra. La cosa diventa evidente se si pensa che i Riformatori Liberali ed i Radicali si riconoscono praticamente negli stessi valori ma stanno in coalizioni diverse. Parlando del referendum sulla ricerca scientifica, delle battaglie civili e delle cosiddette "questioni di coscienza", Emma Bonino in un convegno ha detto una volta che "non è su questi temi che si formano le alleanze". Le coalizioni infatti si formano sulla politica economica e sulla politica estera. Anche se, paradossalmente, i radicali hanno fatto le alleanze proprio su quei temi, quello che ha detto la Bonino vale per Tocque-Ville: non si sta assieme perchè ci uniscono le nostre posizioni sulle questioni di coscienza, ma perchè ci uniscono le nostre posizioni politiche.
SIAMO ANCORA INTENZIONATI A SOSTENERE L’AZIONE DI GOVERNO O DI OPPOSIZIONE MESSA IN ATTO DALLA CASA DELLE LIBERTA’, O TOCQUE-VILLE E’ APERTA ANCHE A CHI SOSTIENE APERTAMENTE IL CENTROSINISTRA?
A questa domanda risponderei con un si a tutte le sue die parti, e con un si anche ad una terza parte non espressa:
Si, sosteniamo l'azione del centrodestra.
Si, siamo aperti anche ai liberali che sostengono il centrosinistra
Si, siamo aperti ai liberali che non si riconoscono in nessuno dei due schieramenti, come i liberali "terzopolisti" o gli anarcocapitalisti che per definizione sono contrari ai sistemi partitici.
Questo perchè, come ho scritto sopra, Tocque-Ville non è uno strumento di propaganda di partito ma uno strumento di informazione lib-con, e se qualche liberale ritiene che il centrosinistra sia più liberale del centrodestra secondo me deve avere il diritto di partecipare al dibattito. (ci sono dei radicali che sostengono che il centrosinistra sia anche più liberista del centrodestra....)
COME SI INTENDE EVITARE CHE IN FUTURO VENGANO AMMESSI BLOG CHE FANNO PROPAGANDA PER L’OPPOSIZIONE E QUALI MISURE (SENZA ARRIVARE ALL’ESPULSIONE) SI INTENDONO PRENDERE NEI CONFRONTI DI QUELLI CHE FANNO GIA’ PARTE DEL GRUPPO?
Da quello che ho scritto sopra si deduce che, per me, non si deve fare niente per evitare che vengano ammessi in futuro dei lib o dei con che sostengono la sinistra o che aspirano ad un terzo polo liberale. Con ciò non diventeremmo uno strumento di informazione della sinistra, ma arricchiremmo il nostro strumento di informazione.
Invece di limitare la partecipazione di altri, bisognerebbe cercare di sfruttare al massimo lo strumento informativo costituito da Tocque-Ville e contribuire a potenziarlo creando delle ulteriori sinergie con gli altri media on- e offline (alcuni dei quali avevano dei loro rappresentanti a Sestri).
Detto questo una nota sui circoli di Ideazione o sui cenacoli di Tocque-Ville, di cui si parla in altri blog (ad esempio qui): si corre il rischio di riprodurre in piccolo e offline le divisioni che ci sono in Tocque-Ville a livello nazionale e online. Si rischia che un cenacolo voglia manifestare a favore della ricerca scientifica e l'altro voglia manifestare contro di essa. Se tali associazioni fossero invece dei gruppi organizzativi che lavorano per diffondere Tocque Ville (sia online che offline) allora il discorso cambia: nei circoli non si sta a discutere sui contenuti ma si lavora assieme per migliorare lo strumento di comunicazione.
Il mio intervento per Sestri Levante
Il convegno di Sestri era nato da un’idea di riunificazione dei liberali. Poi è stato trasformato in un convegno dei giovani liberali. Ora è diventato un convegno sull’informazione e sul pluralismo.
Spero non si riduca, come leggo in un blog di Tocque-Ville, ad un’occasione per risolvere i problemi organizzativi di Tocque-Ville (http://tocque-ville.splinder.com/1150288939#8381743), perché se Jim Momo debba essere aggregatore di Tocque Ville oppure no non è un problema prioritario dell’Italia, nè del liberalismo italiano e nemmeno dell’informazione italiana.
Tudap (tra l’altro pubblicato su http://www.liberalcafe.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1601) auspica che le cose vadano in un altro modo: “la discussione avrà diversi temi (coordinamento tra quotidiani, riviste, editori e think tank; discussione politica; organizzazione della community web; sviluppo de L’Opinione…)” e mi sembra toccare un argomento importante, quello del coordinamento dei media per creare delle sinergie nell’azione politica.
Il problema però è… nell’azione politica di chi? Tutti questi media si dovrebbero coordinare per seguire quale “linea editoriale”? Per supportare quali partiti, quali progetti politici, quali posizioni politiche? Sembriamo un esercito che sta serrando le fila senza ancora sapere contro chi e tanto meno per chi si debba combattere. Di sicuro non siamo tipi da organizzare un esercito mercenario per poi metterci a disposizione del miglior offerente…
Il primo tema su cui si dovrebbero coordinare tutti questi media allora dovrebbe essere la creazione di un forte soggetto liberale. La creazione del soggetto per cui valga la pena coordinarsi e comunicare. Ci sta provando NeoLib, che ha aperto un sito apposta (www.neolib.it). Ci sta provando il nostro amico Paolo di Muccio con i suoi articoli sull’Opinione. Ci sta provando, da tempo immemore, Giuliano Gennaio sul suo www.liberalcafe.it. Ci sta provando la Destra Liberale, che sul suo sito www.liberaliperlitalia.it ha aperto un’apposita sezione. Ci stiamo provando noi della neonata associazione dei Riformatori Liberali Europei (www.european-liberals.eu), che abbiamo nella nostra prima mozione un punto che ci impegna a collaborare con tutte le proposte fusioniste tra club, associazioni, movimenti e partiti liberali. Ci sta provando Nico Valerio sul suo http://liberali-italiani.blogspot.com/, che canta vittoria per aver riunito 12 associazioni liberali “vere”, ma nel riunificare i liberali non dimentica mai di ricordare che saranno comunque esclusi “i sedicenti "liberali" fattisi eleggere con l’inganno in Parlamento”. Sarà per questa voglia di escludere tutti quelli che secondo lui non sono abbastanza liberali, ma di fatto questo piccolo evento del 10 giugno, questo tentativo di riunificazione dei liberali è stato praticamente censurato proprio da chi oggi qui parla di pluralismo e di coordinamento dell’informazione liberale per dare una maggiore incisività all’azione liberale.
Certo, la voglia di unirsi c’è in tutti noi, ma ci si torna a dividere subito quando ci si chiede… “uniti va bene… ma chi sono i liberali? E unirsi… per stare con chi?” In un sistema bipolare i tre criteri con cui si sceglie a chi dare il proprio voto si basano su una valutazione delle persone, dei programmi e delle alleanze. Insomma non si viene valutati solo per chi si è e per cosa si vuol fare, ma anche per “con chi” lo si vuole fare. Ecco che saltano fuori le distinzioni tra liberali di destra, di sinistra o terzopolisti.
Facciamo allora una proposta che potrebbe essere la quadratura del cerchio: coordiniamo la comunicazione dei media liberali su una lista liberale per le elezioni europee. Alle europee si vota con il proporzionale puro. Non ci sarà il problema di scegliere una coalizione in quanto lo schema di riferimento non sarà il bipolarismo italiano ma il sistema proporzionale europeo. L’apparentamento a Bruxelles sarà con l’ELDR, il gruppo parlamentare che riunisce i partiti liberali europei. Si potranno superare le distinzioni tra liberali di destra, di sinistra o terzopolisti perché in quelle elezioni dovremo essere liberali e basta. È un tentativo che vale la pena di essere fatto.
Gionata Pacor
P.S.
Per aderire a questa proposta vi invitiamo ad aderire all’associazione “European Liberals for the Reforms - Riformatori Liberali Europei”. Non è un partito, ma solo un think tank, un club dei Riformatore Liberali. L’adesione per il 2006 è gratuita. Basta mandare una mail con i propri dati personali a alessandrodoni@libero.it o a pacorgionata@aol.com (rispettivamente Presidente e Coordinatore dell’associazione). Chi sarà a Sestri Levante potrà anche compilare i formulari che hanno a disposizione i nostri membri presenti al convegno:
Paolo Di Muccio (collaboratore de l’Opinione)
Giuliano Gennaio (direttore di Liberal Cafè)
Simone Bressan (redazione di Tocque-Ville.it)
Pietro Paganini (membro del direttivo del Lymec, il movimento europeo che riunisce tutte le associazioni giovanili liberali europee, per un totale di oltre 200.000 iscritti).