il blog di Gionata Pacor - Riformatori Liberali Europei

Eccomi

Blogger: LiberaleEuropeo

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
ottobre 2005

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

venerdì, 16 marzo 2007

Impegno liberale... ma come?
Oggi più che mai chi fa politica deve avere sempre presente il motto “think global, act local”.
Chi, mosso dal senso civico, da ideali liberali e dalla passione per la politica, decide di impegnarsi avendo come guida il valore preminente della libertà individuale, deve predisporsi a confrontarsi con problemi di ordini di grandezza completamente diversi.
Si va dalle variazioni climatiche alla guerra al terrorismo, dalle battaglie per i diritti umani a quelle per i diritti civili, dall’invecchiamento della popolazione all’immigrazione, dalle questioni energetiche alle infrastrutture, dall’irpef all’ici, dall’amministrazione della giustizia alla lotta alla piccola criminalità, dalle spese nazionali per il patrimonio culturale a quelle per l’amministrazione del Comune.
Non voglio annoiarvi con un mero elenco di tematiche politiche, ma forse avete notato che le prime tematiche che ho nominato sono di portata globale, le ultime sono di portata locale. Ciascuno di noi è indotto, dalle letture che fa, dalle notizie che lo bombardano, dalle problematiche che incontra nella vita di tutti i giorni, a farsi un’opinione su una gran quantità di questioni e di problematiche, e spesso sente l’impulso di vincere l’indifferenza e di dover “fare qualcosa” di liberale per contribuire a risolvere ciascuno di questi problemi. Ma cosa può fare il "liberale qualunque"?
 
L’esperienza di Berlusconi ha dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, che per fare delle riforme liberali non basta avere delle idee, vincere delle elezioni ed impegnarsi per realizzare un programma. A parte il fatto che molti problemi non dipendono da una legislazione nazionale ma da fenomeni culturali spesso a noi estranei (si pensi ad esempio alla condizione della donna nel mondo islamico), anche le questioni che in linea di principio potrebbero essere riformate con una legge non sono per niente così facili da risolvere (si pensi ad esempio alla modifica dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori).
 
“Fare politica” allora non è solo, e non deve essere inteso solo come “vincere le elezioni, legiferare e governare”. C’è anzi chi sostiene che la politica per sua natura è portata a limitare la libertà altrui, e quindi vede nella sola società civile, nelle Organizzazioni Non Governative, l’unico strumento per una politica liberale, ossia per un’attività che, dal punto di vista della ONG, “costringa” i politici a “concedere” maggiori libertà ai cittadini.
Fuori dal parlamento sono poi attivi i think tank, i "pensatoi" che preparano studi e progetti da presentare a dei politici di riferimento (rispetto alle ONG l'attività è più di proposta costruttiva che di rivendicazione).
Più in genere si può fare "cultura liberale" scrivendo articoli sui giornali, su Internet, pubblicando o diffondendo libri, facendo convegni su determinati temi liberali.
 
La via “parlamentare” o “democratica” prevede invece la creazione di una struttura finalizzata a creare e raccogliere il consenso elettorale (un partito, una lista, un comitato elettorale), alla candidatura alle elezioni e, in caso di vittoria, al governo, alla legiferazione e all’amministrazione. Per essere efficace, l’azione del partito deve essere condotta con grandi mezzi e con efficacia, e condurre alla vittoria alle elezioni locali, regionali, nazionali ed europee. Difficilmente un'azione potrà essere efficace se condotta al solo livello nazionale.
 
Fatta questa lunga premessa, torno a farmi la famosa domanda che tutti noi, individui liberali, ci poniamo: “Che fare?” Quali sono le possibilità e quali strumenti ci vengono offerti per fare politica liberale oggi nella nostra città o regione, in Italia, in Europa e nel mondo?
 
In assenza di un grande partito liberale che riunisca ed organizzi i tanti liberali del nostro paese (Forza Italia è nato puntando ad essere un "partito liberale di massa", ma ha finito per diventare un mix di liberalismo, conservatorismo e socialismo che normalmente vede queste due ultime componenti prevalere sulla prima), ci si trova di fronte all'imbarazzo della scelta di fronte alle tante piccole iniziative che popolano il panorama politico liberale italiano come gli abitanti di Lilliput popolavano la loro isola. E all'imbarazzo della scelta si aggiunge quasi subito un senso di scoramento nel vedere che, qualunque sia la scelta, si finirebbe in un club di pochi intimi che, di fatto, non avrebbe nessuna possibilità di portare a casa una vittoria in una qualsiasi delle battaglie liberali che varrebbe la pena di combattere.
 
Ma sarebbe un errore limitarsi a fare un blog e a esprimere a se stessi e a pochi amici dei commenti sulle questioni di attualità che riempiono le nostre giornate o, per chi alla politica può dedicare solo i ritagli di tempo, le nostre pause caffè.
Le occasioni per partecipare non mancano: si tratta di dar forza alle tante iniziative che già ci sono, ai tanti contenitori che aspettano solo di essere riempiti con il nostro impegno e la nostra partecipazione.
 
- Diamo la nostra disponibilità a giornali come L'Opinione (www.opinione.it) per aiutarli a diffondersi su tutto il territorio nazionale, a siti come Neo Lib (www.neolib.it), per farli diventare dei veri e propri portali liberali, a giornali on-line come Liberal Cafè (www.liberalcafe.it), per farli diventare degli strumenti di approfondimento sempre più efficaci.
- Sosteniamo l'attività di Organizzazioni Non Governative come Nessuno Tocchi Caino (contro la pena di morte), Non c'è pace senza giustizia (lotta alle dittature), Associazione Luca Coscioni (libertà di ricerca scientifica, eutanasia, bioetica), che portano avanti una lotta per le libertà senza frontiere. E facciamolo anche se questo vuol dire sostenere Marco Pannella, che gestisce tutta la galassia radicale come i guardiani della rivoluzione gestiscono la "democrazia" iraniana.
- Seguiamo le attività dei numerosi think tank che ogni giorno sfornano idee e studi sui problemi più diversi: l'Istituto Bruno Leoni (www.brunoleoni.it), Competere (www.competere.eu), che sta portando avanti meritorie tematiche come quella sui Bond argentini o sul diritto di informazione sui medicinali soggetti a obbligo di ricetta medica, Giustizia Giusta (www.giustiziagiusta.info), Epistemes (www.epistemes.org), Società Aperta (www.societa-aperta.org), oltre ai classici Centro Pannunzio (www.centropannunzio.it) e Fondazione Einaudi (www.fondazioneeinaudi.it).
- Sosteniamo l'attività di quei pochi parlamentari che cercano di fare qualcosa di veramente liberale: Benedetto Della Vedova, Daniele Capezzone e il tavolo dei volenterosi (www.volenterosi.it)
- Invitiamo i giovani liberali ad aderire e ad organizzarsi nella Federazione dei Giovani Liberali Italiani (giovani@liberali.it), un'associazione che aderisce al Lymec (organizzazione che riunisce tutte le associazioni liberali giovanili d'Europa) e che partecipa con entusiasmo alle attività del liberalismo giovanile europeo
- Facciamo attività di network, aderendo allo stesso tempo a più di uno dei tanti piccoli partitini liberali e creando collaborazioni, connessioni, alleanze, che prima o poi sfoceranno in fusioni, per arrivare col tempo alla costituzione di un vero partito liberale in grado di candidarsi alle elezioni, di ottenere degli eletti e di portare avanti in Parlamento una politica veramente liberale sia sulle questioni economiche che su quelle dei diritti civili. Con questo spirito mi sono iscritto ai Riformatori Liberali (www.riformatoriliberali.org), ho fondato e coordinato il Club "Riformatori Liberali Europei", ho aderito al "Coordinamento nazionale dei Liberali Italiani" (che cerca di riunire diverse associazioni in vista di una costituente liberale), seguo con attenzione gli amici Liberali per l'Italia (www.liberaliperlitalia.it) e gli amici dei tanti club locali che si vogliono federare per fare politica sul territorio.
 
Queste attività vanno svolte tutte, per fare cultura liberale, presentare proposte e rivendicazioni liberali e per costruire e raccogliere il consenso sul territorio. Ma queste attività vanno collegate tra loro e coordinate per creare sinergie, perché l'azione di tanti "liberali qualunque" diventi un'azione forte abbastanza per difendere le libertà esistenti e per conquistarne di nuove.

Postato da: LiberaleEuropeo a 21:14 | link | commenti (2)


Commenti
#1   17 Marzo 2007 - 11:39
 
Caro Gionata condivido pienamente l'analisi del tuo post, quanto prima farò postero qualcosa. Complimenti
Beppe Vicari
utente anonimo

#2   19 Marzo 2007 - 19:59
 
Nasce patto federativo Pri - Pli

Tra il PRI ed il PLI è stato stipulato un patto federativo nella logica della comune appartenenza al partito liberal-democratico e riformatore europeo, denominato ELDR.

Un comitato interpartitico si assumerà il compito di coordinare iniziative a livello politico e parlamentare e di promuovere liste comuni per le prossime elezioni amministrative e per le elezioni europee.

Il Patto Federativo PRI-PLI sarà aperto in direzione di altre forze del mondo laico e riformatore.

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amicidilamalfa

Commenti