il blog di Gionata Pacor - Riformatori Liberali Europei

Eccomi

Blogger: LiberaleEuropeo

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
ottobre 2005

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

sabato, 21 ottobre 2006

L'EUROPA MODERNA? PUÒ ATTENDERE

Il 12-13 ottobre, anche se nessuno se n’è accorto, si è tenuto a Bucarest il congresso dei liberali europei.

In teoria dovrebbe essere un evento significativo, perché l’ELDR è un’organizzazione che esprime una settantina di parlamentari europei di 19 paesi dell’Unione, che spesso riescono ad essere determinanti nella legiferazione europea. Insomma a Bucarest si è discusso e si è votato sulla posizione che i parlamentari liberali europei dovranno tenere in Parlamento Europeo su tematiche come la sicurezza interna ed esterna, l’energia, lo sviluppo, la difesa, la tratta di esseri umani.

Sono posizioni importanti, che contribuiranno a definire direttive a creare quelle norme europee alle quali poi i nostri governi si dovranno adattare. Si dice che l’Europa decide sempre di più sulle nostre teste, che c’è un vuoto democratico e che c’è un eccessivo distacco tra i cittadini e le burocrazie europee, ma poi questi eventi vengono snobbati dai politici, dai media e di conseguenza dai cittadini.

In tutto erano presenti circa 300 delegati. I gruppi più consistenti sono composti dai liberals inglesi, dai liberali tedeschi, dal PNL rumeno, dal VVD olandese. Per l’Italia avevano diritto a partecipare il Movimento dei Repubblicani Europei della Sbarbati, la Lista Di Pietro, i repubblicani di Nucara e La Malfa ed i Radicali.

Questi due ultimi partiti però non si sono nemmeno presentati. Eppure i radicali, con 14 delegati, sarebbero stati il più importante partito italiano al congresso, hanno due parlamentari europei ed in Italia Emma Bonino è il Ministro per le Politiche Europee!

Possibile che al Ministro per le Politiche Europee non interessi il programma del Gruppo Parlamentare Europeo al quale il suo stesso partito è iscritto? Possibile che i radicali non mandino nessun delegato al congresso di un’associazione transnazionale di cui fanno parte? Ai radicali non importa se il gruppo di cui fa parte sia a favore o contro il nucleare? Se sia a favore o contro la legalizzazione della prostituzione? Se sia a favore o contro l’accesso della Turchia in Europa? Se sia a favore o contro l’abolizione dei visti da e per dei paesi europei come la Bosnia e la Serbia?

Il congresso dell’ELDR era l’occasione per far valere le idee radicali in un contesto europeo, era l’occasione per portare avanti alcune delle tematiche care al Partito Radicale Transnazionale (lotta al terrorismo, traffico di esseri umani, politica estera dell’Unione Europea), era un’occasione per parlare di Organizzazione Mondiale della Democrazia.

In compenso sono stati molto attivi i dipietristi, capeggiati da Massimo Bernacconi, responsabile per l’Estero per il partito dell’Italia dei Valori. Purtroppo però sono andati a cercarsi una sconfitta inutile candidando all’ultimo momento Giuseppe Ossorio alla vicepresidenza dell’ELDR nonostante questi non fosse nemmeno presente a Bucarest (impegnato in Italia in Commissione Finanze alla Camera). Dei quattro candidati per le tre cariche di vicepresidente l’escluso è stato proprio Ossorio, che ha dovuto lasciare spazio a Vesna Pusic’ dei liberaldemocratici croati, a Johannes Lebech dei social liberali danesi e a Sharon Bowles dei liberal inglesi.

Repubblicani, Radicali, Dipietristi… i liberali italiani non hanno quindi avuto voce al congresso dei liberali europei, non fosse per un paio di giovani che hanno partecipato al congresso in quanto rappresentanti del Lymec, l’associazione dei giovani liberali europei.

Per fare la sua parte nel rilanciare il liberalismo in Italia ed in Europa, Pietro Paganini, membro del direttivo del Lymec, propone di puntare sui giovani e su di un’associazione in via di costituzione: Lymec Italia.

Ma torniamo al congresso. La sede di Bucarest non è casuale: mancano infatti solo 2 mesi e mezzo dall’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea. Nella prima serata l’ospite rumeno è riuscito a creare una piacevole atmosfera nell’enorme palazzo del Parlamento che l’ex dittatore Ceausescu ha voluto costruire per impressionare il mondo, ma che non ha mai potuto utilizzare, essendo stato giustiziato prima della conclusione della sua costruzione. A dare il benvenuto ai presenti c’erano tra gli altri la Presidente dell’ELDR Annemie Neyts, il Primo Ministro rumeno Calin Popescu Tariceanu e l’ex Presidente del Parlamento Europeo Pat Cox.

La risoluzione più importante del congresso è stata rinviata per evitare che in sede di discussione si arrivi ai ferri corti: il direttivo dell’ELDR aveva proposto una risoluzione con una visione liberaldemocratica per un’Unione Europea moderna e motivante. La carne al fuoco era troppa (immigrazione, politiche agricole comunitarie, ricerca e sviluppo, fonti energetiche, politica di difesa comune, crescita e occupazione, costituzione, riforme istituzionali, allargamento) per essere discussa in un solo congresso: probabilmente la mozione verrà scomposta e presentata in una serie di mozioni indipendenti nella prossima riunione del Consiglio del partito.

Sono passate delle risoluzioni sui temi della difesa, con cui si invoca una forza di difesa comunitaria complementare e non subordinata alla NATO e l’istituzione di un Ministro per gli Esteri Europeo, mentre in tema di sicurezza da una parte ci si richiama ad una maggiore collaborazione nella lotta repressiva alla droga ma d’altra parte si reclama la libertà per ciascuno Stato dell’Unione di introdurre misure di legalizzazione. In tema di terrorismo si pronunciano delle frasi buoniste improntate all’eliminazione della “crescente ostilità verso l’Islam”, all’ambizione “a contribuire alla pace nel mondo”, alla “cooperazione nel reciproco rispetto”.

In tema di energia si chiede all’Unione Europea di intavolare trattative con la Russia in nome di tutti i paesi europei, di proporre delle politiche energetiche europee, di promuovere la ricerca nell’energia nucleare e nelle fonti energetiche alternative.

Infine, altre tre risoluzioni richiedono l’impegno dell’Unione sui temi ambientali (in particolare sul rispetto del Protocollo di Kyoto e sullo sviluppo sostenibile), nella lotta contro la tratta degli esseri umani e sulla difesa dell’indipendenza del Kosovo, che viene considerato come “parte della Serbia” nella nuova Costituzione in discussione a Belgrado.

Gionata Pacor
Delegato Lymec al Congresso dell’ELDR
I.O. della FdGLI – Lymec Italia
Coordinatore dei Riformatori Liberali Europei

Per maggiori informazioni:
www.eldr.org
www.lymec.org
Vedi anche:

www.european-liberals.eu

Postato da: LiberaleEuropeo a 16:21 | link | commenti


Commenti