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RIFORMATORI LIBERALI EUROPEI
Toque-Ville - La città dei liberi
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Cari Francesi, il vostro Presidente è anche affar nostro!
Vogliamo dire la nostra sulle elezioni francesi e cercare in qualche modo di influire sull'elezione del prossimo Presidente della Repubblica Francese. Probabilmente i francesi ci inviteranno a non immischiarci nelle loro questioni interne, ci diranno infastiditi di lasciarli in pace mentre si eleggono il loro Presidente. Cari francesi, quell'elezione è anche affar nostro, e vi spieghiamo il perché.
Al Presidente della Repubblica Francese spettano importanti competenze in tema di politica estera: è il capo della diplomazia e in quanto tale riceve gli ambasciatori stranieri, negozia e ratifica i trattati internazionali, partecipa ai G8 ed al Consiglio dell'Unione Europea, del quale, tra l'altro, assumerà la presidenza nel 2008.
Si può quindi dire che il presidente francese, come tutti i capi di Stato e di Governo, espletando alcune delle sue funzione governa di fatto su tutti gli europei: ha ad esempio diritto di veto su molte questioni rilevanti all'interno del Consiglio d'Europa, per le quali è ancora richiesto il voto all'unanimità; nelle questioni in cui è richiesta la maggioranza, semplice o qualificata, il Trattato di Nizza gli assegna 29 voti, ossia più di quanti ne hanno Danimarca, Cipro, Lettonia, Estonia, Lussemburgo e Slovenia messi assieme.
Inoltre, storicamente l'asse franco-tedesco è stato il motore (ma allo stesso tempo anche il freno) dell'integrazione europea.
Ovviamente non chiederemo alla Francia nessuna modifica costituzionale per tener conto di un ipotizzabile diritto dei cittadini europei ad eleggere chi ad esempio avrà il diritto di veto sulle direttive che regoleranno le loro vite. Vogliamo però provare ad essere opinion maker, dire la nostra su questioni che riguardano anche noi, contribuire a creare un'opinione pubblica europea. Pensiamo sia la naturale conseguenza del vivere assieme in un'Unione Europea.
Ci si chiederà perché adesso, e perché proprio la Francia? Oltre che per le ragioni descritte sopra inerenti al ruolo del loro Presidente, pesa il No dei francesi alla Costituzione Europea. Tra i vari fattori che hanno portato alla vittoria del no al referendum sul trattato costituzionale, in buona parte frutto della Convenzione presieduta da Valéry Giscard d'Estaing, ci sono state le accuse all'Europa di essere troppo liberista e liberale. Questo è accaduto in un paese che di fatto ha sempre avuto la forza di mettere il veto su ciò che in Europa non gli piaceva, ma che non ha nessun partito liberale di rilievo. Insomma l'Europa non va bene e la colpa è del liberalismo, magari dell'ELDR, il gruppo liberale al Parlamento Europeo, del quale non fa parte nessun partito francese.
Da liberali, la nostra risposta non può essere che questa: l'Europa non è troppo liberale, lo è invece troppo poco. Troppo burocratica, troppo intenta a regolamentare tutto, poco attenta alle libertà dei cittadini, troppo nelle mani dei centri di potere politico e fuori dal controllo dei cittadini. Un mix di autoritarismo conservatore e di statalismo socialista. Di liberalismo e liberismo c'è veramente poco, in questa Europa.
Da liberali, la nostra reazione non può che essere questa: sostenere in Francia un candidato liberale alle elezioni presidenziali, per aiutarlo a dar voce al liberalismo e a rappresentarlo, perché queste elezioni presidenziali diventino un trampolino di lancio che aiutino il liberalismo ad entrare nella politica e nel Parlamento francese.
Il movimento "Alternative Libérale", approdato alle prime pagine dei giornali quando la giovane Sabine Hérold ha portato in piazza 100.000 francesi per protestare contro gli scioperi e per sostenere le riforme, candida oggi il suo leader Edouard Fillias alla presidenza francese. Edouard Fillias, che in certi ambienti italiani non si avrebbe difficoltà a definire "liberale, liberista, libertario", ci tiene a distinguersi dalle visioni dominanti dello Stato e della società: da una parte dal socialismo che mette in primo piano gli interessi collettivi a scapito di quelli individuali, e dall'altra parte dal conservatorismo che vede nello Stato una funzione di guida autorevole e autoritaria. L'alternativa a queste due visioni è offerta appunto dal "candidato della libera scelta", dal binomio "libertà e responsabilità personale".
Europeista e federalista, estraneo ad un antiamericanismo ideologico e a priori, Alternative Libérale ha richiesto l'ammissione all'ELDR.
Noi Riformatori Liberali Europei, in collaborazione con il Club française du LYMEC,
